• 03 marzo 2017

Appartenenza: l'Emozione che crea Fatturato

Networking e relazioni Impresa Formazione Recensione eventi

Suonano il campanello alle otto di sera. Sono quattro amici che non hanno cenato. Che cosa fai? 

Prendi le 10/12 uova che tieni in frigo. Non quelle sbiadite e insapore del supermercato. 10/12 uova fresche di pollaio, che si portano ancora appresso quel verace odore di campagna.

Le rompi e versi chiara e albume in un piatto fondo. Un bel piatto di pura ceramica decorata.

Le sbatti bene queste uova. Ci metti energia e condisci il tutto con un pizzico di sale e pepe.

Versi le uova sbattute in un tegame. Una vecchio tegame in acciaio (senza teflon!) che è sopravvissuto a due guerre mondiali, ma è ancora perfetto.

Metti il tegame sopra una rovente cucina economica, alimentata a legna. E aspetti, godendoti la compagnia.

Non appena la frittata inizia a solidificarsi e a staccarsi dalla base, la rivolti con abile colpo di mano e la servi a tavola. Godendoti l''emozione d'immenso piacere che si dipinge nei volti dei tuoi ospiti.

La ricetta per fare la frittata.

Questo quanto condiviso da don Gigetto De Bortoli  con gli imprenditori AdHoc. Naturalmente, non si è parlato di “fare una frittata”: si è riflettuto sul modo di “fare impresa”, anzi di “fare impresa per incontrare i bisogni degli altri”.

Pranzo e cena, il tavolo delle aziende è continuamente affollato di ospiti: il titolare e i suoi collaboratori con le rispettive famiglie, i clienti con le loro necessità, i fornitori con le loro esigenze, la comunità locale con la sua voglia di crescita e la collettività intera con il diritto a progredire. 

Non è più sufficiente che la frittata/prodotto sia economica, fatta in fretta e che - a stento - basti per tutti.

Il ricorso a materie prime di dubbia qualità, l'impiego di attrezzature scadenti, lo sfruttamento di risorse o manodopera a basso costo, uniti al proliferare di leader/manager egocentrici e poco attenti ai bisogni di coloro che siedono alla loro tavola, sono la rovina di ogni tentativo di fare impresa.

Una frittata/prodotto di qualità, invece, è quella che nasce dalle mani di un cuoco/imprenditore che intuisce i bisogni altrui e che sa celebrare il piacere dello stare insieme alla stessa tavola. 

La frittata viene rivoltata per evitare che sia bruciata da un lato e cruda dall’altro. Allo stesso modo, occorre rivoltare questa nostra economia: impedire che i prodotti siano spinti nel mercato in nome del denaro e prendere la via di un’economia circolare, che restituisca dignità alle persone e valore ai lori bisogni.

E’ un passaggio facile?

Assolutamente no: per questo, in cucina e in azienda, non mancano il sale delle lacrime e il pepe della rabbia. Emozioni con cui occorre confrontarsi per diventare dei cuochi esperti, in grado di entrare in empatia con gli altri e creare ricette fantasiose. 

Ci vuole tempo?

Certamente. Il sistema attuale ci ha tolto il tempo di guardare i nostri ospiti in faccia. Di vivere e comunicare le emozioni che creano appartenenza. Per queste in molte cucine/aziende non si sta bene... e si smette di produrre frittate!

Riportare l’appartenenza all’interno delle cucine/aziende, significa valorizzare il fattore umano, condividere il piacere per il lavoro svolto e alimentare il dono della gratuità. 

Perché, alla fine della storia, ai quattro amici affamati che alle otto di sera ti hanno suonato il campanello... il conto, tu non glielo fai pagare. E loro, se sono stati bene nella tua cucina, uno spritz al bar te lo offriranno volentieri. 

Per alimentare l'economia circolare, capire come creare appartenenza all'interno della tua cucina/azienda e proporti ai tuoi ospiti con una frittata/prodotto di sicuro valore, contatta don Gigetto De Bortoli: tel. 3930290905 - email gigetto@ceisbelluno.org - web www.emozionionline.org.

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Elisa Poloni - Eventi e Comunicazione - facebook linkedin

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